Leggendo le 95 tesi del famoso “Cluetrain Manifesto”, il libro che molti indicano come la bibbia di una nuova concezione di marketing, mi è venuto da appuntare alcune riflessioni su come vedo il rapporto con i clienti di Febal.

Le riporto così come mi sono venute, scusandomi se, nello scrivere di getto, la forma ha subito qualche strapazzo.

Siamo open verso il mercato, e non abbiamo paura di essere “radiografati” dai consumatori. Vorremmo, anzi, che i nostri clienti fossero ancora più vicini a noi e si sentissero seguiti, orgogliosi di possedere una Febal. Non siamo solo un marchio famoso, ma una realtà di manager giovani e motivati, determinati nella volontà di rimanere leader nel tempo, generando profitti per investirli in qualità e ricerca. Il tutto in un ambiente sano e motivante. Penso che si senta, nel nostro prodotto.

Siamo sempre stati innovatori nelle nuove strategie di comunicazione e marketing, sia all’interno che all’esterno dell’azienda, e quando hai nel dna la parola innovazione non ti fermi quando questa comporta costi o rischi particolari.

Crediamo nel Made in Italy, ma ancora di più nel distretto concepito come glocalizzazione, cioè l’essere aperti al mondo con radici ben fondate nelle nostre terre.

E’ per questo che ci siamo rifiutati più volte di spostare i nostri opifici al di fuori della nostra provincia, anche se sarebbe stato molto più conveniente.

Il fatto è che riteniamo fondamentale la professionalità e l’esperienza dei nostri operai, impiegati, consulenti e fornitori, sia quelli della nostra zona sia le migliori professionalità in giro per il mondo con cui facciamo l’esperienza quotidiana della qualità, mescolandoci e mescolandoli, perchè la loro somma non è un addizione ma una moltiplicazione.