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Come è ormai buona abitudine, ho il piacere di presentare la nuova campagna pubblicitaria in anteprima a chi ci segue attraverso il blog.
Penso sia una delle realizzazioni migliori mai create da Febal, e se considerate che nessun set è stato allestito al di fuori dell’abituale servizio in studio per le cucine, direi che è anche una delle più cost-effective!
Il nuovo slogan “Taste of Italy” riprende un concetto che usavamo qualche tempo fa (“Il sapore della cucina italiana”) e lo propone in lingua inglese, in modo da avere sempre lo stesso messaggio sia nelle uscite italiane sia in quelle internazionali (primo paese in pianificazione: la Russia).
Poi l’ambientazione: le mitiche, incredibili piazze italiane.
Cercavamo un’idea semplice e forte per dire con chiarezza a tutto il mondo che Febal è frutto del talento artigianale e manufatturiero italiano, quando qualcuno – pensando a un simbolo visivo in grado di rappresentare questa matrice – ha proposto i centri storici italiani.
L’idea ci è piaciuta subito, e la sua realizzazione direi che è all’altezza delle aspettative.
Che ne dite?
La campagna “piazze” inizia con due soggetti: Ascoli Piceno, capitale della nostra terra marchigiana, e Venezia, capitale delle città magiche.


Per i prossimi soggetti, invece che cercarli nelle banche immagini, ci piacerebbe impiegare una foto di qualcuno che conosciamo, o che ci segue qui su “chiacchiere”.
Non osiamo sperare nell’adesione dell’altra volta, quando i blogger ci hanno allegramente sommerso di proposte di nome per la nuova cucina, ma chissà…
Diciamo subito che non intendiamo “sfruttare” il talento di nessuno, secondo noi può essere un’occasione, per chi ne ha voglia, di “firmare” una foto pubblicitaria… non stiamo certo conferendo un incarico professionale! Quindi, se dovessimo usare la vostra foto, sappiate che il vostro unico compenso sarà il nome pubblicato sulla pagina, come autori della foto.
Non sappiamo se qualcuno possa essere interessato, ma ci piace pensare che l’immagine di Febal sia fatta anche della partecipazione delle tantissime persone, in Italia e non solo, che apprezzano il nostro marchio, quindi perché non condividere la nostra comunicazione?
Insomma, è un modo per dire “la Febal è anche vostra”.
Allora, se vi va di “giocare con noi alla pubblicità”, mandate una bella foto di una piazza italiana storica (anche non famosa) a febal@febal.it: risponderemo a tutti. Grazie!
[AGGIORNAMENTO - 21/12: Dimenticavo: per non intasare la casella di posta, per favore non inviateci files superiori a 1 MB. Grazie!]
Anche quest’anno, come l’anno scorso, abbiamo partecipato al seminario previsionale CSIL sul mercato del mobile.
Come si può immaginare, anche il nostro settore risente delle cattive condizioni dell’economia mondiale, quindi le notizie non sono molto buone.
Entrando nel dettaglio, anticipo qualche insight sugli altri settori, prima di parlare del mobile.
- Costruzioni: investimenti frenati fino al 2011
- Beni strumentali: diminuzione degli investimenti fino al 2009
- Consumi: condizionati negativamente dall’inflazione e dalla minore ricchezza delle famiglie
- Inflazione: previsto per la primavera 2009 un ritorno al 2%, il che potrà portare a una riduzione del tasso d’interesse
Per quanto riguarda il mobile, si registra un trend negativo, ma non completametente.
Sul piano generale, infatti, alcuni timidi segnali di ripresa dell’economia mondiale potrebbero manifestarsi già nel 2009 con – ci auguriamo – positive ricadute anche nel nostro settore.
In ogni caso, i tempi sono difficili e i dati, man mano che l’analisi si fa più vicina al nostro comparto, parlano di crisi in tutto l’arredamento, con parziale esclusione solo dell’arredamento per uffici.
I paesi importatori di mobili italiani attraversano anch’essi fasi recessive, e questo rallenta ovviamente l’export, mentre i costi della produzione registrano un aumento legato alle retribuzioni, parzialmente bilanciato da una diminuzione sulle materie prime.
Le aree geografiche che – al contrario – sembrano mostrare tendenze economiche al rialzo sono l’Asia (con esclusione del Giappone), la Russia (pur con ritmi meno marcati che in passato) e l’America Latina.











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