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Siamo contenti di annunciare la nostra collaborazione con Congusto, la scuola di cucina e fisiologia del gusto rivolta a tutti gli appassionati di buona cucina e arte del ricevere.

Due cucine Febal, modelli Venere e Romantica, sono infatti presenti nelle sedi Congusto di Milano e Catania, e “collaborano attivamente” alla preparazione di squisite prelibatezze, nell’ambito appunto di corsi e master di cucina.

Ne approfittiamo per segnalare le date dei prossimi corsi:

Milano, mercoledì 30: “Concentrato di ricette” e “Cucinare al forno”

Catania, 1 – 8 – 15 ottobre: “ABC 1° livello: menu completo dall’antipasto al dolce”

Qui si può vedere l’intero calendario. Che acquolina!

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Gioachino Rossini, si sa, era un amante dei piaceri della vita, in primis della buona tavola.

Quale nome quindi può essere più appropriato, per un bel programma di turismo gastronomico di “Gioachino in cucina”?

Infatti, l’interessante proposta dell’Assessorato allo sviluppo economico e turismo si chiama proprio così.

L’appuntamento per il prossimo week-end prevede una bella gita a Ginestreto, con visita guidata alla Pieve e intrattenimento musicale rossiniano con gli allievi del Conservatorio Rossini (ore 11.00) più degustazione delle squisitezze locali (ricotta, formaggio pecorino, “fagiolata”) dalle 18 in avanti.

Per chi invece preferisce visitare Fiorenzuola di Focara e togliersi lo sfizio del buon pesce, c’è un analogo programma, che prevede la visita al borgo e l’intrattenimento musicale alle 17.00, e la degustazione a base di pesce azzurro a cura dell’associazione “Le delizie dell’Adriatico” e vini della Cantina “La Morciola“.

La primavera è iniziata, è il momento migliore per godere delle grandi bellezze del nostro territorio pesarese…

L’Osteria della Miseria si presenta da sola, con queste parole, tratte dal loro sito:

Osteria, ah, si fa presto a dire osteria.
Ma che cosa è un’osteria?
E’ un posto dove si chiacchiera, si straparla, ci si confessa, si legge, si gioca a carte, si flirta, dove si fanno discussioni infinite sull’acqua calda, dove si beve vino, dove si può mangiare qualcosa, dove si fa musica.

E ancora:

Una cuccia calda per passare le serate umide d’inverno e una fresca terrazza d’estate per rilassarsi nel verde del parco San Bartolo.

Allora, ci vediamo lì?

Vorrei presentarvi Alceo Rapa, ma non ci sono parole per descrivere quando intrattiene i clienti parlando dei suoi astici, e quasi li nomina uno ad uno dandogli un nome ed anche un peso (di solito sono molto grossi)… al massimo posso mostrarvi una foto.

Nella cucina di questo magnifico ristorante, Grazia – di nome e di fatto – dirige splendidamente i cuochi e non disdegna di inventare ricette di dolci meravigliosi (provate il suo gelato artigianale, poi mi direte…).

Lo Scudiero della famiglia Ridolfi è forse il ristorante con più storia e tradizione a Pesaro.

Sono tre le generazioni che si sono avvicendate in questo splendido locale del centro città, il cui nome deriva dalle “scuderie” un tempo ospitate nei suoi locali, il palazzo storico che fu della casa nobiliare dei Baldassini.

Molti ricordi mi legano allo Scudiero, fin dall’infanzia, e poi via via per tutta la vita, passando per feste familiari, ricorrenze e colazioni di lavoro.

Il comune denominatore di tutte queste occasioni, oltre alla qualità del menu, sempre raffinato e di qualità (soprattutto i piatti autunnali con il tartufo), è la sensazione di accogliente armonia e serenità che si prova accomondandosi ai suoi tavoli.

Provatelo, non vi deluderà!

[Qui la pagina dedicata allo Scudiero sul social network dedicato ai ristoranti "Duespaghi"].

La cucina.

Pensiamo per un momento a quante ore, quanta vita vi trascorreremo.

Il cuore della casa, dove nascono le emozioni e si cucinano (letteralmente!) i momenti più belli della vita in casa.

Come ci si regola, nello scegliere l’arredamento e gli strumenti per un luogo così importante?

Al di là delle raccomandazioni commerciali (siamo qui per chiacchierare, anche si ci chiamiamo Febal) mi sento di dare due consigli, in linea generale:

Primo consiglio: non ascoltate troppi… consigli! Non sto facendo dello humour, ma semplicemente basandomi sull’esperienza di anni a contatto con clienti.
Ho sempre visto che le scelte migliori sono state quelle dettate dall’istinto, da parte di chi ha voluto fare anche un po’ di testa sua.

Secondo consiglio, scegliete un buon rivenditore. Il motivo è molto semplice: saranno loro ad aiutarvi, cercate qualcuno con cui vi trovate bene, la cucina è importante e il rapporto che si crea deve poter continuare anche dopo l’acquisto, per molti motivi: assistenza, messa a punto, rifiniture, integrazioni…

Passando più nello specifico, farò ora con voi quello che tante volte ho fatto dentro di me, visitando negozi e parlando con clienti: mi metterò nei panni di chi sta scegliendo una cucina.

A cosa penso come prima cosa?

Beh, naturalmente dipende da chi sei, ma spesso la prima valutazione è di tipo economico. Quanto posso/voglio spendere?

La risposta a questa domanda determina una selezione delle marche sul mercato, ovvio. Suggerimento: quando avete messo a fuoco la vostra fascia di prezzo, investite qualche ora di tempo a esplorare cosa c’è anche subito sotto e subito sopra quel prezzo: potreste scoprire che il vostro budget è superiore al necessario, oppure non adeguato alle aspettative.

(Vi ricordo che Febal sta lanciando sul mercato la nuovissima linea light, le uniche ed originali cucine firmate Febal molto trendy e light anche nel prezzo. AD APRILE IN TUTTI I NOSTRI NEGOZI).

Fatto il compitino del budget, passerei alle visite ai negozi e showroom della zona. E qui torno al primo punto: nella visita, lasciatevi guidare dal vostro gusto nell’osservare cucine e cataloghi, e dal vostro fiuto nel dialogare con i venditori. Ricordatevi che quella persona/organizzazione sarà responsabile di mettere in pratica la vostra scelta!

In terzo luogo… ci sarà il momento del mal di testa, come lo chiamo io. Troppe scelte, troppi modelli, troppi sabati in giro… calma. Lasciate decantare un po’. Se potete, non passate subito alla decisione, prendetevi una pausa e non pensate più alla cucina. Quasi sempre, le buone scelte tornano alla mente da sole…

Discorso a parte meritano gli elettrodomestici. Qui vorrei raccomandare le marche note che assicurano ottimi funzionamenti su un lungo arco di tempo. Magari si può fare un compromesso su un colore lucido od opaco (la funzionalità della cucina non ne risente), ma non su una macchina come il frigorifero o la cottura, che deve funzionare egregiamente ogni giorno, per anni.

Noi vi proponiamo molte marche fra le migliori oggi in commercio, ma se volete inserire elettrodomestici non nostri o comprati al di fuori dei nostri canali sappiate due cose: perderete innanzitutto le molte promozioni che Febal fa durante l’anno (per es: lavastoviglie in regalo) ed il montaggio degli elettrodomestici sarà a vostro carico, cosa non sempre facile da gestire e non garantita tecnicamente da un’azienda di cucine componibili come la nostra.

Cos’altro? Beh, la vestizione!

Mi riferisco agli accessori, alle tovaglie, a quei mille meravigliosi oggetti del piacere che vi faranno compagnia per innumerevoli serate insieme, in famiglia, con gli amici, a parlar di mille cose, sognare e – in una parola – vivere, sempre come amiamo fare noi italiani, davanti a un buon piatto appena preparato e un bicchiere di vino.

Sul “vestire la cucina” mi azzittisco perché nessun uomo può spiegare a una donna come vestire, discorso che comprende assolutamente anche la zona della casa più femminile…

…la cucina!

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In questi giorni, nelle statistiche del sito troviamo spesso visitatori che cercano… chiacchiere da mangiare!

La coincidenza è simpatica, e tutto sommato non vogliamo deludere chi ci scopre, anche se per caso, quindi ecco la ricetta desiderata:

* 300 gr di farina
* 50 gr di burro
* 3 uova
* q.b. di olio extravergine di oliva
* 1 pizzico di sale
* q.b. di zucchero a velo
* a piacere di liquore aromatico

1. Impastare farina e burro ammorbidito tagliato a pezzi.
2. Aggiungere le uova ed un po’ di sale.
3. Volendo, aggiungere all’impasto un bicchierino di liquore aromatico a scelta.
4. Arrotolare l’impasto e farlo riposare per un’ora in frigorifero, avvolto in carta velina.
5. Riprendere l’impasto e stenderlo con il matteaello, formando la sfoglia sottile.
6. Ritagliare delle striscioline con il tagliapasta.
7. Formare ogni chiacchiera annodando le striscioline con se stesse.
8. Friggere in abbondante olio bollente.
9. Lasciare asciugare sulla carta assorbente.
10. Infine, da fredde, cospargere di zucchero a velo.

E buon martedì grasso!

Durante la pubblicazione dell’album dei negozi Febal ci siamo accorti che l’inserimento non riusciva molto bene a causa dell’impostazione grafica del blog, a 4 colonne strette.

Un’impostazione scelta un po’ in fretta che – col senno di poi – non sembrava l’ideale anche per altri motivi (i post risulatavano lunghi da leggere, le foto rimanevano piccole per forza), quindi ci siamo decisi a cambiare.

E nel reimpostare il sito abbiamo introdotto un elemento fondamentale, per ogni blog che si rispetti: il blogroll cioè la lista dei blog che ci piacciono!

Innanzitutto quelli del nostro settore, alcuni più conosciuti e altri più recenti, e poi anche qualche altro, di cucine, foto, tendenza… insomma, credo che ci sia da sfiziarsi.

Chiudo con un dato molto interessante, che ci fa capire quanto questo sito sia già importante: abbiamo avuto, dal 3 dicembre a oggi, ben 4000 visite. Grazie a tutti!

Ops, mi stavo dimenticando delle foto dei negozi… le prime sono già arrivate, grazie negozianti! L’album è già pronto, buona visione. (Lo potete vedere cliccando su NOVITA’ ALBUM FOTO NEGOZI, sotto la testata del sito).

Claudio

Chiacchierando con le persone si scoprono tante cose. Eccone tre piuttosto interessanti.

L’Università di Scenze Gastronomiche di Pollenzo (Asti). Un posto incredibilmente bello, vicino a Bra (patria dello Slow Food), un grande complesso “a corte” costruito dal 1833, che è oggi sede di un corso di laurea triennale e punto di incontro di molteplici attività legate all’alimentazione: Università, ma anche Ristorante Guido, Albergo dell’Agenzia e Banca del Vino. Chi scrive ha visitato la biblioteca, senz’altro uno dei migliori centri di documentazione disponibili in Europa.

La brigata, invece, è un sito di chef, per chef. Ma chi di noi non si sente chef quando spignatta allegramente, magari per un bel gruppo di amici buongustai? E allora forza, iscrivetevi al sito di chi fa sul serio, e dialogate con loro, oppure consultate le stimolanti dicussioni culinarie online.

Infine, un blog di cucina davvero curato e completo (anche solo l’indice delle ricette, vale la visita): Cavoletto di Bruxelles. Vi si trovano, oltre ad abbondanti dosi di gusto culinario ed estetico (ottima fotografia), anche un forum, un’utile lista di link a tema gastronomico, una piccola directory del dove-far-la-spesa per cibi speciali, nonché un elegante calendario/ricettario 2008 in pdf, liberamente scaricabile.

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L’altro giorno Claudio ha portato l’attenzione sul piacere di starsene a chiacchierare tra amici in qualche osteria dall’atmosfera casalinga.

Dato che ha citato, da Pesaro, un locale milanese (la mitica Trattoria Arlati, insignita anche del premio Ambrogino d’Oro, qui il sito e qui una recensione ), vorrei restituire la cortesia presentando un piccolo, delizioso locale pesarese.

Dopo un Milano-Pesaro su un treno… non particolarmente felice, finalmente arrivo. Ora di pranzo, pioviggina, che fare? Senza pensarci troppo, tiro su il cappuccio del giaccone e mi avvio verso il centro storico. Pochi minuti e mi ritrovo davanti “l’Osteria di Pinocchio”… come fai a non entrarci? (E’ quella in fondo al vicolo, nella foto qui sopra).

E infatti entro, mangio un buon minestrone di lenticchie (con cotechino intelligentemente servito a parte) e la vita torna a sorridermi. Non ordino il dessert perché ancora non so (me lo diranno dopo, mannaggia!) che lo chef è specialista in dolci al cucchiaio.
L’Osteria di Pinocchio è in Piazza Antaldi 12, mentre su internet la trovate qui.

Osterie con cucina, chiacchiere, internet… sono più intrecciati di quanto si immagini.
Mi viene in mente una persona con cui chiacchiero spesso, ma che… non ho mai incontrato, perché appunto la chiacchiera si svolge via internet.

Sto parlando di Andrea dell’Osteria Da Burde a Firenze, oste appassionato, anzi, “sommellier informatico” come si definisce lui stesso. Vedere il suo sito per credere.

E voi, dove andate a mangiare-bere-chiacchierare?

[Mi pare un tema piuttosto interessante, degno di una nuova categoria del sito...]

In Febal ci è sempre piaciuto dialogare.

Non parlare a vanvera (siamo marchigiani, non molto loquaci per natura), ma dialogare di ciò che facciamo, della passione che ci mettiamo, di come fare a risolvere i problemi.

E, naturalmente, di quello che ci piace, anche fuori dal lavoro.

La cucina è la nostra vocazione, e siccome abbiamo la fortuna di vivere dove i piaceri del palato sono davvero eccezionali, beh, spesso la cucina “fisica” si accompagna a quella del gusto, che ci rende famosi in tutto il mondo, quanto (e forse di più) del design.

Oggi, con questo sito, iniziamo a chiacchierare insieme.

Insieme a chi? A tutti coloro che lo desiderano: clienti e negozianti, ma anche tu che capiti qui per caso e ti incuriosisci.

Cercheremo di rispondere a tutti, con semplicità e, come recita il titolo del sito, in libertà.